Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Comparatea - Area Ugrofinnica

Percorsi italo-ungheresi


Come informazione preliminare circa le attività di studio 'extra' (conferenze, workshop, seminari, case studies, lavori 'sul campo', ecc.) e gli eventi culturali dell'Area ugrofinnica, si suggerisce di consultare con sistematicità la pagina dedicata ai Seminari Ugrofinnici
Per chi, da cittadino italiano, decide di intraprendere un percorso universitario incardinato sugli studi italo-ungheresi, attualmente lo fa senza aver avuto esperienze scolastiche sistematiche che avessero come oggetto la lingua ungherese e la cultura, la storia, l’arte o la scienza prodotte e diffuse in questa lingua. D’altre parte, un insieme di ricche e intime connessioni, variamente elaborate negli anni dello studio primario e superiore, lo legano alla propria lingua madre italiana. Si muoverà, quindi, verso l’universo linguistico ungherese con la sensazione di avere a disposizione uno spazio aperto all’infinito, al meraviglioso, al diverso che attrae e appassiona e, contemporaneamente, di doversi spingere a trovare la chiave di questa nuova intimità promessa.

Il Viaggiatore nel mondo del patrimonio culturale italo-ungherese vorrà dunque costruire (ricostruire?) una relazione intima con questo mondo che, nella sua percezione ambientale, appare allo stesso tempo locale e globale, europeo e ‘mondializzato’, reale e virtuale. Supponiamo che lo faccia con l’attenzione, la competenza e l’ingegno di un antico artigiano toscano, la cui figura vive e opera in lui con la forza e nitidezza della sua memoria culturale italiana. Proponiamo allora, qui, un primo itinerario virtuale, a  carattere turistico-culturale, adatto ad affrontare un viaggio lungo e tortuoso, attraverso le opportunità e le difficoltà che possono nascere avvicinandosi alla realtà ungherese. Quel che qui si offre è, dunque, una sorta di vademecum in cui Studenti-viaggiatori ormai in possesso di esperienze solide mettono a disposizione un insieme di informazioni e riflessioni a partire da luoghi comuni e da immagini consuete, per giungere infine agli aspetti culturali più autentici del paese e della sua gente.

Prima della partenza forniremo alcune indicazioni preliminari per mettere in luce una serie di contrasti tipici di cui vive l’Ungheria di oggi. Lo faremo, in fin dei conti, anche per porre dei limiti ‘naturali’ al nostro viaggio che, ovviamente, non potrà, e neppure vorrà, essere esaustivo, che sarà quindi aperto nei confronti delle esperienze singole che ci auguriamo infinitamente ricche, autentiche, profonde. L’itinerario viene proposto su uno dei supporti virtuali oggi più usati: la rete. Cosicché indicazioni e buone pratiche per la partenza, insieme con proposte e resoconti di viaggi effettuati, e insieme con materiali variamente utilizzabili per una costante riflessione, potranno essere inseriti nella pagina web dedicata creando un libro di viaggio collettivo. Nel corso dei prossimi mesi, dagli otto Studenti-viaggiatori italo-ungheresi fiorentini, nel 2007/2008 presenti a Budapest, ci giungeranno in effetti proposte di integrazioni, repertori di esperienze, segnalazioni linguistico-culturali di vario genere.

Entriamo nel vivo. Tra gli aspetti più interessanti che l’Ungheria presenta al suo ospite c’è il rapporto esistente tra Budapest, la capitale, e il resto del territorio, evidenziato nella dicotomia pesti (di Budapest) – vidéki (della provincia), dove la grande città appare come il cuore della vita culturale ed economica del paese e la provincia come la depositaria delle radici più profonde della gente ungherese per cultura e, in maggioranza, per lingua. Nel viaggio, che qui simuliamo, cercheremo di rimanere ‘neutrali’ rispetto all’opposizione pesti-vidéki, sebbene non si potrà non pagare un minimo scotto alla circostanza che la città accoglie un quinto della popolazione ‘ungherese d’Ungheria’.  

Quest’ultima espressione è indicativa del modo di sentire della gente: rimanda a uno degli argomenti più frequenti nei discorsi quotidiani, nei media e nella stessa comunicazione politica, che allude al fatto geopolitico dei circa cinque milioni di ungheresi che vivono al di fuori dei confini dell’odierna Repubblica d’Ungheria, costituita da circa dieci milioni di cittadini. La dinamica tra ‘dentro’ e ‘fuori’, nella misura del tre a uno, per essere compresa nelle sue usanze e influenze culturali e politiche, richiede studi approfonditi. I primi dati utili per la conoscenza: tanti gli ‘esclusi’ nei trattati di pace seguiti alla prima guerra mondiale, tanti gli ‘espatriati’ e gli esiliati (e autoesiliati) nel susseguirsi dei cambiamenti politici lungo il Novecento; situazioni tuttora particolarmente complesse in alcune regioni di confine, ancora con notevoli livelli di conflittualità tra le comunità di lingue diverse; problemi politici e culturali sotto vari aspetti per le numerose comunità etniche presenti in Ungheria, tra cui anzitutto la comunità dei rom.

Tra le diverse immagini che l’Ungheria nel suo insieme alimenta ve ne è una che, forse, si presenterà al Viaggiatore alle prime esperienze come quella più ricca di stimoli a riflettere e a proseguire con il viaggio: quella di un’Ungheria che, in qualche modo sempre e comunque, nello spazio storico e nel presente, risulta preferire la cultura (invece che la politica e/o l’economia) quale principale mezzo di connessione tra la sua gente. Sarà dunque un’Ungheria – lo anticipiamo per un’attenta, artiginale verifica individuale – il cui profilo emergerà da un continuo avvicendarsi di esperienze di diaspora, che ‘altrove’ diventano vita in condizione di minoranza, e contatto con altre minoranze che cercano, e spesso trovano, integrazione nel tessuto culturale, sociale e linguistico ‘ungherese’, annullando in parte la differenza tra emigrante e immigrato, minoranza e maggioranza. L’Ungheria facilmente risulterà, allora, un territorio alla cui conformazione storico-culturale – con il suo radicamento in una pluralità di lingue costantemente tese ad operare, ciascuna di esse e tutte contemporaneamente, come lingue quotidiane e letterarie – non potranno che andare strette tutte le interpretazioni tradizionali di confine (geopolitico, sociologico, antropologico, ecc).

Questo primo itinerario – lo ricordiamo: di modalità virtuale e a  carattere turistico – si intende offrire a chi ancora non abbia dimestichezza con la lingua ungherese, o per lo meno non sia ancora in possesso delle conoscenze linguistiche indispensabili per capire e soprattutto per farsi capire, ma abbia comunque deciso di tentare le vie dell’avvicinamento culturale, che nella maggior parte dei casi è l’ostacolo più difficile da superare, soprattutto in contesti sociali non prettamente giovanili o acculturati, nei quali si può sempre virare verso una terza lingua comune. (bt) 


Informazioni preliminari

Se si vuole avere un’immagine dell’attuale societŕ ungherese e della sua dinamica storica si puň consultare la pagina web del Governo, disponibile anche in lingua inglese, che offre, inoltre, un buon numero di link istituzionali, come ministeri, trasporti o quello dell’Ufficio Centrale di statistica (Hungarian Central Statistical Office).
Se interessasse un taglio piů turistico č possibile rivolgersi alle pagine web dell’Ufficio centrale per il turismo o dell’Ufficio per le informazioni turistiche, da cui si puň accedere agli spazi web degli uffici periferici, che forniscono informazioni e link alle sezioni turistiche della regione amministrativa prescelta.
Ogni grande cittŕ dispone inoltre di un proprio ufficio turistico, sebbene sia necessario ricordare che anche le bellezze naturali rivestono un ruolo importante nell’economia turistica ungherese: Budapest; Pécs (nominata Capitale europea della cultura per l’anno 2010); Szeged; Debrecen; Sopron; Székesfehérvár. (mc)




Corsi di lingua e opportunitŕ di studio

Se si vuole essere informati sull’attualitŕ ungherese, in questo caso č indispensabile una conoscenza minima della lingua, sebbene nei siti ungheresi dedicati esista una sezione, seppur limitata nei contenuti e negli aggiornamenti, in lingua inglese.
Per questo, ancor prima di cominciare ad affrontare il tema dell’informazione, cercheremo di fornire qualche utile consiglio a chi voglia studiare la lingua ungherese direttamente in Ungheria. In questo settore molte scuole private di lingua vanno specializzandosi nell’insegnamento dell’ungherese a manager di aziende straniere o multinazionali che operano in Ungheria, un mercato assai piů appetibile di quello degli studenti o dei ricercatori. Per questo tipo di allievo, oltre alle universitŕ non sono molti altri gli istituti che offrono questo servizio, tramite borse di studio o a pagamento.
Presso l’Universitŕ ELTE (Eötvös Loránd) di Budapest esistono due tipologie distinte di corso, quello estivo e quello per studenti Erasmus, ed entrambi fanno capo alla Facoltŕ di Studi internazionali.
Un istituto specifico dell’Universitŕ di Debrecen si occupa dell’insegnamento della lingua ungherese a stranieri, la cosiddetta Debreceni Nyári Egyetem (Universitŕ estiva di Debrecen). L’attivitŕ dell’istituto, attivo dal 1927, non si limita al solo periodo estivo, ma organizza dei corsi durante tutto l’anno, anche presso le filiali di Budapest e Sopron.
Anche l’Universitŕ di Pécs ha un proprio programma di insegnamento della lingua ungherese a stranieri, inquadrato nella Facoltŕ di Formazione in etŕ adulta e Sviluppo delle risorse umane, presso il Centro di Studi Internazionali. Vengono organizzati due cicli di corsi, uno estivo e uno invernale, che comprendono non solo un modulo di lingua e cultura ungherese, ma anche un modulo indipendente in Studi centro-europei, presso la Facoltŕ di Studi umanistici.
L’Istituto Balassi, nato nel 2002 come erede dell’Istituto Linguistico Ungherese e dell’Istituto per gli studi culturali ungheresi, opera nel campo dell’insegnamento della lingua e della cultura ungherese a stranieri e a discendenti degli ungheresi oltreconfine.
Le attivitŕ dell’Istituto in particolare sono:
 Insegnamento della lingua ungherese (a pagamento)
 Studi culturali ungheresi (Hungarológia) , che prevede due tipologie di borse di studio:
- 10 mesi (Lingua e studi culturali ungheresi per la formazione di studenti stranieri)
10 mesi (Lingua e studi culturali ungheresi per giovani di origine ungherese discendenti della cosiddetta ‘Diaspora’ con cui s’intende l’insieme delle comunitŕ culturali ungheresi che si sono formate in paesi diversi da quelli d’immediata vicinanza all’Ungheria)
Formazione in traduzione dall’ungherese (borsa di studio). (mc)




Patrimonio documentario ungherese e italo-ungherese
Le indicazioni che seguono sono il frutto di una scelta mirata connessa con la prospettiva di chi, come studente o come studioso, intenda conoscere, "tradurre" e interpretare le relazioni culturali che nella storia e nel presente collegano Italia e Ungheria tra loro e con la Regione danubiana. Diamo quindi preferenza, nella prima fase di costruzione di questo portale, alla mappatura delle grandi raccolte pubbliche ungheresi e italiane da un lato e, dall'altro, ai luoghi italo-ungheresi dell'area toscana in cui si possono individuare e frequentare percorsi utili allo studio di tali relazioni culturali. (bt)


Biblioteche

Biblioteca Nazionale Centrale
• Budapest: Országos Széchényi Könyvtár (OSzK - Biblioteca Nazionale Széchényi)

Biblioteche Universitarie
• Budapest: Eötvös Loránd Tudományegyetem Egyetemi Könyvtár
• Debrecen: Debreceni Egyetem Egyetemi és Nemzeti Könyvtár
• Szeged: Szegedi Tudományegyetem Egyetemi Könyvtár
• Pécs: Pécsi Tudományegyetem Központi Könyvtár

Biblioteche civiche
• Budapest: Fővárosi Szabó Ervin Könyvtár

Cataloghi online
MOKKA (Magyar országos közös katalógus - Catalogo unico nazionale ungherese)
ODR (Országos dokumentum ellátási rendszer - Sistema di approvvigionamento documen-tario nazionale)
OSzK - Nektár
EKKA (Erdélyi közös katalógus - Catalogo unico della Transilvania ungherese)
SZTE EK (Bodza: portale database della Biblioteca Universitaria dell'Universitŕ di Szeged)
Bodza, catalogo online del Fondo bibliotecario del Settore scientifico-disciplinare di Filologia ugrofinnica (L-LIN/19) dell'Universitŕ di Firenze (in deposito temporaneo in via Santa Reparata 93) e del "Lascito Pálinkás" presente nella Biblioteca Umanistica dell'Ateneo fiorentino. Tale catalogo, in fieri, č il frutto di una ampia e intensa collaborazione tra il Settore sc-d. di Firenze e il Dipartimento di Biblioteconomia dell'Universitŕ di Szeged il cui Direttore, Prof. Géza Bakonyi, fino alla sua prematura scomparsa nell'aprile 2007, ha dato un contributo fondamentale all'avvio del "Progetto fiorentino di Biblioteca e archivio digitale italo-ungherese", anche per il tramite di giovani studiosi e bibliotecari informatici di Szeged, tra cui Melinda Simon e Mészáros Zoltán. Il Prof. Bakonyi ha anche offerto l'opportunitŕ di tirocinio nel Laboratorio di digitalizzazione del Dipartimento di Szeged, a studenti fiorentini con curriculum ungherese e italo-ungherese, tra cui Monica Fulda e Maurizio Ceccarelli.

Biblioteche elettroniche
MEK (Magyar elektronikus könyvtár - Biblioteca Elettronica Ungherese)
Neumann-ház (Digititális könyvtár - Biblioteca digitale 'János von Neumann')
DIA (Digitális irodalmi akadémia - Accademia letteraria digitale)
Kárpát Medencei Magyar e-könyvtárak (Biblioteche elettroniche ungheresi nel Bacino dei Carpazi) (mc)

 




Informazione

Ma torniamo al tema dell’informazione. In Ungheria esiste un’agenzia di stampa nazionale la MTI (Magyar Távirati Iroda, Agenzia Telegrafica Ungherese), che dispone di un imponente archivio storico-fotografico, le cui migliori immagini vegono pubblicate nella serie monografica Kor-képek.
La televisione di stato (MTV), che ha festeggiato nel corso del 2007 i primi 50 anni di trasmissioni, č strutturata su due canali di diffusione, M1 e M2. Purtroppo non č ancora disponibile una verisone on-line dell’archivio.
Altra televisione di proprietŕ statale, č Duna TV, nata nel 1992 appositamente per servire gli ungheresi residenti all’estero (via satellite, prima dell’avvento di internet), e che dunque fa dell’informazione e della tradizione le colonne del proprio palinsesto.
La prima televisione tematica ungherese nasce nel 2000 e si dŕ il compito da un lato di trasmettere film e serie televisive di culto, ungheresi e non (Monthy Python), mentre dall’altro l’acquisizione e la digitalizzazione di archivi pubblici e privati (che vengono per lo piů trasmessi in seconda serata). Il suo nome č Filmmúzeum, e fa parte di un gruppo di canali tematici che comprende anche TV Paprika, che si occupa invece di gastronomia.
Fra i canali televisivi privati di informazione ricordiamo anche Hír TV e ATV.

Tra le testate giornalistiche online – in Ungheria tutte ad accesso libero, benché non sempre del tutto identiche alle versione cartacee – ricordiamo Index, nonché la versione elettronica dei quotidiani Népszabadság (La Libertŕ Popolare), Magyar Nemzet (La Nazione Ungherese), e dei settimanali 168 óra (168 ore), Figyelő (L’Osservatore) e hvg (Heti Világ Gazdaság, La Settimana Economica Mondiale).
A questo punto occorrerebbe presentare la situazione della radiofonia ungherese, per la quale rimandiamo alla sezione Budapest, primi passi nella vita culturale alternativa.(mc)




Budapest, primi passi nella vita culturale alternativa

Proprio da questo tipo di pubblicazione si puň cominciare a costruire un vocabolario di settore minimo, grazie a testi semplificati e noti anche nella versione italiana (per esempio le trame dei film, o la presentazione di concerti e band musicali) e la ripetitivitŕ di alcuni termini.
Su internet da segnalare anche altre fonti di notizie sul trend culturale, come Antropos, magazine culturale online, Budapest Navigátor o Pep!
Di piů alto profilo č invece il settimanale politico-culturale Magyar Narancs (L’Arancia Ungherese, da un’improbabile produzione di arance ungheresi dal film del 1969 A tanú).

Č normale durante il proprio soggiorno Erasmus condividere un appartamento con colleghi di altre nazionalitŕ e culture. Uno dei mezzi di comunicazione che mette tutti d’accordo č sicuramente la radio. L’Ungheria conta su tre stazioni nazionali (Magyar Rádió), dedicate rispettivamente a informazione, musica pop, musica classica e jazz e una manciata di ottime radio, tra cui la fino a pochi anni fa clandestina Tilos (Proibito), che trasmetterŕ fino al novembre del 2007 dalla sede di uno dei locali alternativi piů interessanti del panorama underground budapestino, il Kultiplex, al cui interno trovano spazio un cinema, due dancefloor, e un grande giardino aperto estate ed inverno. Aperto nel 2002, entro la fine dell'anno dovrŕ lasciare lo spazio a un ‘ufficiodromo’ o a un parcheggio, e trovare una nuova sede che gli dia ospitalitŕ.
Il Szimpla invece, che ha funzioni culturali analoghe a quelle di Tilos dispone di una struttura piů solida: i suoi tre locali di diversa tipologia – insieme con un quarto 'dislocato' nella cittŕ piů uno nella cittŕ di Sepsiszentgyörgy (Sfântu Gheorghe, Romania) – sono molto apprezzati dagli studenti stranieri che vivono a Budapest, perché si adattano ai vari momenti della giornata, dal bistrň alla birreria aperta fino a tardi, passando per un ristorante in piena regola.
Da segnalare inoltre il progetto Szoda, che nel corso degli anni si č mosso nella stessa direzione del Szimpla nell’utilizzare temporaneamente, sotto concessione del municipio, luoghi destinati all’abbattimento programmato, permettendone cosě una riqualificazione e un parziale recupero.
Stessa sorte per il West Balkan (WB), alla terza sede in quattro anni, che offre un grande spazio disposto su due piani in cui trovano posto due dancefloor, un chiosco per smorzare la fame e una galleria d’arte (in questo senso fate un giro anche dalle parti del Kuplung).
Attualmente una delle serate piů affollate dell’underground budapestino č il mercoledě del WB, Drum‘n’Bass somministrata da uno fra i migliori dj ungheresi, Zsolt Palotai, serata che si trasferisce durante l’estate in un locale all’aperto sull’isola di Óbuda chiamato Mokka Cukka.

E proprio su quell’isola si svolge il cosiddetto Sziget (in ungherese significa appunto «isola»), uno dei festival musicali piů importanti d’Europa. Per otto giorni all'anno, all'inizio di agosto, l’isola si trasforma completamente e viene presa d’assalto da giovani di tutta le nazionalitŕ. Quest'anno (edizione XVI) č ormai evidente: il costo del biglietto č progressivamente divenuto proibitivo per gli ungheresei i quali, in maggioranza, sembrano essere definitivamente costretti a limitarsi a un paio di ingressi settimanali. Nato con i cambiamenti politici di inizio anni Novanta, il festival a mano a mano si č trasformato in una impresa commerciale, che gestisce altri due tra i festival piů importanti d’Ungheria (Volt a Sopron, Balaton Sound a Zamárdi).
Sebbene sia un poco distante dal centro, l’isola č ben collegata attraverso il treno metropolitano che va verso Szentendre, gestito dall’Azienda dei Trasporti di Budapest (BKV, resa celebre dal film Kontroll di Nimród Antal).
Una nota per chi vorrŕ fare ritorno al Sziget fesztivál: potrŕ risultare un'esperienza molto strana rivedere l'isola a distanza di alcune settimane, quando ormai solo le lacune d'erba nei prati segnalano la dislocazione dei palchi del festival. Una sensazione di disorientamento, di sfilacciamento dello spazio e di perdita dei punti di riferimento ch, in mezzo ad una folla densa ed esagitata, priva di barriere nello spazio e nel tempo, avevano permesso di muoversi con sicurezza e con una curiosa percezione di 'certezza'. (mc)




I teatri, i cinema e la scena musicale

La condizione di residente in un paese dalla lingua cosě particolare e lontana dalle proprie esperienze, permette un contatto privilegiato con la realtŕ. Per esempio andare a teatro semplicemente per vedere come si muovono gli attori o per osservare, non distratti dalla recitazione, le soluzioni tecniche adottate dal regista. Il consiglio č quindi di cominciare fin da subito a seguire la scena teatrale ungherese, che propone un repertorio molto ricco e vario, di grande qualitŕ, senza concessioni al cinema e con porte chiuse ai personaggi televisivi.
Per  un quadro generale si consiglia il portale del teatro ungherese, da cui si accede alle pagine web di tutti i maggiori teatri, oltre che al teatro dell’Opera di Budapest. Da segnalare a tal proposito la chiusura per restauro del Teatro dell’Opera Erkel, che rimarrŕ chiuso per restauri almeno fino al 2011.
Fra i teatri budapestini si segnalano:
Babszinház (Teatro dei burattini); Barka; Katona (che ha anche un teatro secondario sperimentale, detto Kamra); Örkény; Radnóti. La compagnia  Krétakör (Cerchio di gesso), non ha un teatro stabile, ma si esibisce in vari teatri ungheresi, sebbene abbia una delle sue basi privilegiate nella cosiddetta casa delle arti contemporanee, il Trafó.
Se invece volete seguire uno spettacolo in lingua inglese, il posto giusto č il teatro Merlin, che č anche uno dei locali piů apprezzati dell’underground budapestino. Il teatro del Politecnico (Szkene) č invece la sede di una delle compagnie piů interessanti e provocatrici del panorama teatrale off ungherese, quella del regista-attore-autore Béla Pinter.
Altra figura fondamentale della vita culturale ungherese č Yvett Bozsik, attrice, regista, coreografa e ballerina, nonché direttore artistico dell’omonima compagnia, che nell’ottobre del 2007 si č esibita al Teatro Studio di Scandicci (Firenze).

Se invece siete piů interessati al cinema, potete stare tranquilli. Dimenticate le difficoltŕ di trovare in programmazione film d’essai o lo strazio del doppiaggio. Budapest ha un network assai sviluppato di cinema artistici, con programmazione costante e ciclica delle ultime novitŕ e di classici, con frequenti retrospettive e rassegne, sia nazionali, che internazionali. Il doppiaggio č riservato alle grandi produzioni americane, e ai blockbuster; il resto č tutto in lingua originale con sottotitoli.
Il consiglio č quello di lasciar perdere del tutto le multisale dei numerosi centri commerciali e di concentrarsi sui piccoli cinema, che non sono mai semplici sale di proiezione, ma veri e propri luoghi di ritrovo e confronto culturale.
La fondazione Cirko-film possiede due cinema, uno a Budapest, il Cirko-Gejzir, e l’altro a Pécs, l’Apollo, con il quale č stato recuperato uno spazio importante della cittadina dell’Ungheria meridionale. La fondazione fa parte dell’Associazione dei cinema artistici Art-mozi. Un cinema del tutto particolare č Örökmozgó (Moto Perpetuo), sala dell’Archivio cinematografico ungherese, che propone novitŕ di nicchia e ampie retrospettive sui maggiori registi e movimenti della storia della settima arte.
Un altro cinema molto frequentato dalla gioventů budapestina č il Toldi, dotato di un bar interno, dove non č raro incontrare una delle figure piů caratteristiche della cittŕ, il corriere-ciclista. Budapest, infatti, č una cittŕ in cui molti scelgono la bicicletta come mezzo quotidiano di locomozione e in alcuni casi come mezzo di lavoro. Gli spostamenti via bicicletta permettono un notevole risparmio di tempo, ma le piste ciclabili sono poche e perlopiů – come nella maggior parte delle cittŕ – congeniate piů per i cilcisti della domenica, che per una vera e propria rivoluzione del trasporto. Nonostante ciň e l’impraticabilitŕ delle strade nei mesi invernali, in molti oggi utilizzano la bicicletta ed č ormai divenuto un appuntamento fisso la manifestazione a sostegno di questo tipo di mobilitŕ quotidiana, la cosiddetta Critical Mass (50 mila presenze a Budapest nell’aprile del 2007, raduni in altre 9 cittŕ). Alla ‘biciclettata’ collettiva per le strade normalmente piů trafficate della cittŕ segue sempre una notte di feste organizzate in diversi locali tra i quali il Gödör Klub, un centro espositivo, luogo d’incontro, ma soprattutto una sala concerti, dove abitualmente suona il meglio della scena musicale ungherese, tra cui Korai Öröm, Hiperkarma, Žagar e Colorstar. Il personaggio musicale ungherese degli ultimi anni rimane senza dubbio László Fogarasi, in arte Yonderboi, giovanissimo autore e musicista, affermato a livello internazionale. Categorizzare le esperienze musicali di questi artisti č compito assai arduo e troppo soggettivo. Piů facile il compito con Pannonia Allstars Ska Orchestra, alfieri ungheresi dello Ska, che, tra i molti progetti curati, propongono anche una rilettura dei brani piů antichi del genere. (mc)